AGOSTINELLI (M5S): PRESENTATA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SU INFILTRAZIONI MAFIOSE E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NELLE MARCHE

Ho provveduto a depositare una interrogazione a risposta scritta in commissione al Ministro dell’Interno, cofirmata da altri deputati M5S della Commissione Giustizia, oltreché dai deputati M5S marchigiani (AGOSTINELLI, BUSINAROLO, CECCONI, TERZONI, COLLETTI, BONAFEDE e SARTI), diretta ad ottenere informazioni su possibili infiltrazioni di stampo mafioso e di criminalità organizzata nelle Marche.

Secondo fonti CNA, fra il 2001 ed il 2010 è stato rilevato un incremento del 49% del numero totale dei reati denunciati alle forze dell’ordine (una percentuale doppia rispetto al tasso di crescita dei reati in Italia che è pari al 21,1 per cento). In questo contesto i reati riconducibili in qualche modo a forme di criminalità organizzata sfiorano i 500 episodi ogni anno, con una media di 30 reati ogni 100 mila abitanti. Particolare attenzione va posta al fenomeno della mafia che si fa impresa, con un reinvestimento dei proventi di attività illecite in attività imprenditoriali. E’ notorio, poi, come le imprese collegate alla criminalità organizzata si aggiudichino appalti o ricevano finanziamenti pubblici. Si tratta di episodi rispetto ai quali anche la Regione Marche è da tempo sotto osservazione.

Già nel giugno 2012 il presidente della Corte di Appello di Ancona, il dottor Paolo Angeli, in occasione di un convegno organizzato dalla Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa insieme alla associazione “Libera”, ebbe modo di dichiarare che”le infiltrazioni mafiose nella Marche non sono un fenomeno allarmante, ma presentano un andamento in crescita” (fonte sito CNA). In quella stessa occasione il Segretario nazionale della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, Sergio Silvestrini, sottolineò “l’importanza di monitorare il fenomeno”; a tal fine il presidente della CNA Marche, Renato Picciaiola, suggerì la costituzione di un “Osservatorio regionale antimafia”, sulla scorta di una proposta di legge regionale già esistente ma poi arenatasi.

Recentemente – come appreso da fonti stampa locale – il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Ancona, il dott. Vincenzo Macrì, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2014, ha parlato di “presenza di aggregati associativi simili a quelli mafiosi” (vedere qui, qui, qui). Secondo il Procuratore Macrì alcuni di questi aggregati fanno capo alla criminalità organizzata italiana, mentre altri alle nuove mafie, come quella cinese, romena , nigeriana e dell’Europa dell’Est. Si tratta di organizzazioni che si occupano di “droga, riciclaggio, attività turistiche lungo la costa delle Marche, altre di lavori pubblici”. Con specifico riguardo al settore dei lavori pubblici il dott. Macrì ha anche affermato – come risulta dalle stesse fonti stampa – che “l’ombra delle organizzazioni criminali si allunga sugli appalti per l’ampliamento della A/14 e su quelli per la realizzazione del “Quadrilatero” Marche-Umbria”, riferendo di “segnali, anche da parte degli organi investigativi, della presenza di aziende che fanno capo a persone potenzialmente legate ad organizzazioni criminali”.

Le preoccupanti dichiarazioni del procuratore Macrì, confermano, in generale, la necessità di monitoraggio attento nelle procedure di appalto che, come è noto, fanno capo principalmente agli enti locali (a seconda dei progetti: Comuni, Province Regioni). Per tale ragione, credo sia opportuno e necessario interessare le autorità competenti (Magistratura, DIA, Prefettura, ecc…) anche al fine di individuare possibili rapporti collusivi ed eventuali soggetti all’interno degli enti locali marchigiani (amministratori o funzionari) direttamente o indirettamente ricollegabili a organizzazioni criminali di stampo mafioso o ad aziende della regione o extra regionali implicate in indagini per criminalità organizzata.

Sulla questione “QUADRILATERO avevo già provveduto a depositare in data 18.09.2013, una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti rimasta ancora senza risposta (vedere qui e qui).

Il fenomeno della infiltrazione mafiosa e della criminalità organizzata nelle Marche non va assolutamente sottovalutato, né vanno sottovalutati gli indici sintomatici della presenza mafiosa nel nostro territorio. Soprattutto è necessario monitorare operazioni tipicamente a rischio di infiltrazioni mafiose, cioè operazioni nelle quali sono in ballo miliardi di euro pubblici che, quindi, fanno gola alle organizzazioni criminali. Si tratta dei settori quali quello delle grandi opere, della movimentazione terre, dello smaltimento rifiuti, dell’energia, dell’insediamento di industrie fortemente insalubri.

Per queste ragioni nella interrogazione a risposta scritta che ho depositato in commissione al Ministro dell’Interno ho chiesto:

  • quali provvedimenti ha adottato o intenda adottare allo scopo di prevenire o perseguire l’infiltrazione mafiosa nelle Marche, ed in particolare con riguardo alla c.d. “Quadrilatero”
  • se risultano segnalazioni di tipiche situazioni a rischio coinvolgimento criminalità organizzata, come traffici “nord-sud” con sosta o appoggi in Regione, anche con provenienze extra italiane, con destinazioni sospette verso aree fortemente a rischio criminalità organizzata
  • se risultano segnalazioni per operazioni tipicamente a rischio infiltrazioni mafiose o della criminalità organizzata, che procurano miliardi di euro di soldi pubblici e che comportano movimenti terra e grandi opere, oltrechè riguardanti rifiuti, energia, insediamento di aziende fortemente insalubri
  • se risultano per le Marche segnalazioni o indagini da parte della DIA
  • se risultino interdittive antimafia emesse dalle prefetture della regione Marche e, in caso affermativo, nei confronti di quali società e/o imprese

10 febbraio 2014

Donatella Agostinelli
Deputato MoV5Stelle
Componente della Commissione Giustizia presso la Camera dei Deputati

 

PAROLE PAROLE PAROLE!!!

Sono emerse le prime “riflessioni” della Commissione di Inchiesta regionale che dovrebbe far luce sulla questione delle autorizzazioni facili per le centrali biogas e biomasse nelle Marche e i sentimenti che trasmettono le parole contenute nelle poche righe fin’ora ufficializzate sono rabbia e indignazione. La Commissione formata da 11 consiglieri regionali in pratica prende le distanze dall’operato degli assessori e del Presidente “La maggioranza dei consiglieri aveva chiesto di fermarsi un attimo, in attesa della sentenza della Corte Costituzionale” e noi ci chiediamo: dove erano mentre la Giunta approvava la legge 26 marzo 2012, n. 3? Bastava conoscere i contenuti delle direttive europee per capire che la norma conteneva chiare tracce di incostituzionalità. Nel parere espresso non mancano richiami a fantasiosi “riconoscimenti e attestazioni di stima dei vari governi italiani e dei soggetti economici e scientifici espressi verso la politica della green economy della regione” che sarebbero stati resi vani dalla chiusura che l’apparato ha invece dimostrato in questa occasione. L’intervento inizia con una ammissione di colpa molto soft “La Regione in questa vicenda ha scritto e vissuto una pagina amara della propria storia”. Alle parole devono seguire i fatti. I cittadini marchigiani non meritano di pagare per i prossimi decenni l’atteggiamento dispotico di Spacca e dei suoi Assessori. Quella frase pronunciata a Fabriano dal Presidente Spacca “La centrale ve la tenete” a chi gli faceva notare l’assurdità della condizione della centrale realizzata a Matelica, un comune in fascia A che in base alle direttive europee e alla riscrittura della legge regionale che disciplina regionale la valutazione di impatto ambientale non può rimanere impunita. Nella stessa occasione Spacca disse che l’autorizzazione non poteva essere ritirata pena il coinvolgimento diretto dei funzionari regionali. Intanto abbiamo assistito a sversamenti dei reflui direttamente nei fiumi e in mare e lo sconvolgimento del mercato degli affitti dei terreni agricoli a danno delle aziende che fanno prodotti di qualità per l’alimentazione umana e animale. Nel frattempo i “prenditori”, che grazie alla complicità della Regione hanno potuto realizzare le centrali, stanno già incassando centinaia di migliaia di euro. Chi pagherà per questo? Non basteranno scialbi mea culpa e parole di circostanza, e non credano i signori consiglieri regionali che questo li esimerà dal rendere conto delle loro dirette e gravi responsabilità. L’obiettivo rimane uno: vedere chiuse tutte le centrali il prima possibile con buona pace del Presidente Spacca, sempre più il Presidente di nessuno.

Cittadina Portavoce alla Camera Terzoni Patrizia
Gruppo Consiliare M5S Fabriano Joselito Arcioni – Sergio Romagnoli