Il concetto tutto personale di trasparenza dei partiti

Ho ritrovato, alcuni giorni fa, un articolo su due colonne pubblicato ne L’Azione all’indomani delle primarie del PD. L’articolo, lo potete leggere sulla destra, ha il titolo “C’è trasparenza nelle spede in casa del PD”, e pubblica le cifre delle entrate e delle uscite economiche per l’evento delle primarie. Il candidato Sindaco del PD, Giancarlo Sagramola, commenta che “è un atto di trasparenza dovuto alla cittadinanza”.

Iniziativa lodevole, non c’è che dire. …e tutto il resto? Quand’è che vengono pubblicate tutte le altre spese sostenute per l’intera campagna elettorale? Qualcuno del partito (o di una lista civica che l’appoggia) potrebbe gentilmente specificare tutte le entrate, da dove provengono?

Era stato annunciato che i votanti delle primarie del PD avrebbe dovuto pagare una cifra minima di 2€. Però a questo punto mi sono posto una domanda: “com’è possibile che vengano chiesti 2€ ai cittadini oltre a quelli (tanti, tantissimi) percepiti negli illegali rimborsi elettorali?”

Ve la diamo noi la trasparenza

Visto che noi cittadini siamo populisti, facciamo un po’ di populismo… però lo facciamo a modo nostro, condito con della vera informazione.

Nelle sola regione Marche, per le ultime elezioni  per il rinnovo dei consiglieri provinciali il PD, ad esempio, ha preso 379.536,87€ nel 2010, altrettanti nel 2011 e ne prenderà ancora altrettanti nel 2012 e anche nel 2013, per un totale di 1.518.147€!

Si beccano un milione e cinquecentomila euro e ci chiedono 2€ per le primarie, questa è la realtà. Non ci credete? In questa pagina potete approfondire un po’ e trovare i link ai documenti e agli atti di pagamento, dalla Gazzetta Ufficiale, di tutti i partiti.

A questo punto torniamo a Fabriano e, come suggerisce Marzullo, ci facciamo una domanda e ci diamo una risposta: “chi ha pagato la stampa dei manifesti elettorali che sono sulle plance? Chi paga per la stampa e l’affissione dei giganteschi manifesti che spaziano da Via Dante a Via Martiri della Libertà? Chi paga i passaggi in radio, le auto e i furgoni con i manifesti? Forse queste spese non esigono la chiarezza della trasparenza?” La risposta datela voi.

Ovviamente la domanda è rivolta a tutti i partiti e a tutte le finte liste civiche, non solo al PD. Il problema, infatti, è sempre lo stesso, da destra a sinistra (se ancora esistono): i partiti incassano e noi abbiamo una città (e uno Stato) in rovina.

Niente rimborsi elettorali per il Movimento 5 Stelle

Noi candidati del Movimento 5 Stelle sappiamo bene quanto costa stampare un manifesto sulla plancia delle elezioni, perché ce lo paghiamo con i soldi delle nostre tasche, così come la stampa del programma, dei volantini e tutto il resto.

Sapete, voi, quanto pagate quelli dei partiti tutti? Quanto ci costa la loro campagna elettorale, in totale? Si, perché stiamo tutti pagando la pubblicità di tutti i partiti, anche quelli di cui non ci frega proprio niente. Chiedetelo, e poi fateci sapere.

Potrà anche non piacervi il nostro modo di fare politica… ma almeno noi non la facciamo con i vostri soldi! Ogni Movimento 5 Stelle rinuncia ai rimborsi elettorali e si autofinanzia.

Crediamo sia giunta l’ora di cambiare le cose, e dobbiamo farlo noi cittadini. Loro ci hanno condotti fin qui: non saranno certo loro stessi a tirarci fuori.

“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato” (Albert Einstein)

Andrea Ferroni – M5S