L’ITALIA DEI FIGLI E FIGLIOCCI!

 “Dal 30 giugno, per i pagamenti sopra i 30euro scatta l’utilizzo obbligatorio del Pos. COSTI assurdi per le aziende e professionisti ed ennesimo REGALO alle BANCHE. (Secondo la Cgia di Mestre, il costo medio per impresa o studio professionale si aggirera’ intorno ai 1.200 euro l’anno) Le operazioni si pagano e ad ogni operazione scatta anche una piccola commissione a favore della banca. In termini pratici si tratta di venti centesimi per la chiamata e del 2% di commissione bancaria. Sembrano piccolezze ma per un’azienda, un negozio o un libero professionista a fine anno sono cifre importanti. Cifre importanti che per ovvi motivi verrebbero caricate sul consumatore finale, non proprio una buona notizia in tempo di crisi.
CHI ci GUADAGNA? Le banche sicuramente e nessun altro, visto che per chi non si adegua NON sono previste sanzioni. Ma che LEGGE E’ ?”
“E’ scattato l’obbligo del Pos per esercenti, commercianti, professionisti e aziende. Quindi anche autotrasportatori, imprese di costruzioni, idraulici, falegnami, elettricisti, antennisti, manutentori di caldaie. Questi operatori dovranno avere la “macchinetta” che consente ai clienti di pagare con il bancomat oltre la soglia dei 30 euro. La norma, da una parte vuole fare un passo in avanti in termini di tracciabilita’ dei pagamenti e lotta all’evasione, nonche’ un ampliamento e un’agevolazione a favore del cittadino, che disporra’ di un ulteriore metodo di pagamento, ma dall’altra rischia di incidere negativamente sulle PMI con basso fatturato, professionisti e soprattutto per le nuove PMI come le startup. La Cgia di Mestre stima che un’azienda con 100mila euro di ricavo annuo, con il Pos, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull’incasso, dovra’ sostenere una spesa media annua di 1.200 euro.
Il M5S da sempre e’ a fianco delle PMI. Per questo attraverso una risoluzione in commissione Finanze abbiamo chiesto al Governo di:

1) fare in modo che fino al 30 giugno 2015 l’obbligo riguardi soltanto i soggetti con almeno 200mila euro di fatturato;
2) escludere dal vincolo tutte le nuove attivita’ per almeno due anni;
3) prevedere che i costi delle transazioni siano a carico delle banche.

Tutto questo mentre in commissione Finanze si sta analizzando il disegno di legge dall'”affascinante” nome di “voluntary disclosure”. E’ una procedura che da’ la possibilita’ ai grandi evasori fiscali di mettersi in regola con il fisco con massicci sconti di pena (dal 50 al 100%), e agevolazioni sulle sanzioni pecuniarie! Un esempio: chi ha ricevuto proventi derivanti da qualsiasi tipologia di attivita’ illecita e/o chi nel passato ha presentato dichiarazioni fiscali false, attraverso operazioni fraudolente, portando, poi, all’estero i proventi di queste attivita’, puo’ con una semplice autodenuncia sanare la sua posizione sotto il profilo penale. Questo disegno di legge era gia’ apparso in Commissione Finanze sottoforma di decreto prima delle elezioni europee poi in seguito allo scandalo legato a vari episodi di corruzione, non e’ stato piu’ discusso. Ricompare, poi, in Commissione dopo il voto europeo! Questo e’ il nuovo verso dell’Italia? Il M5S in Commissione Finanze propone l’aumento delle pene per i reati fiscali riferibili ai grandi evasori, la lotta ai paradisi fiscali, l’introduzione del reato di autoriciclaggio, (ancora assente nel testo presentato dalla maggioranza, nonostante le continue promesse) e maggiori controlli sulle pratiche internazionali fraudolente. Un serio contrasto a questo tipo di pratiche elusive ed evasive di ingente entita’, permetterebbe di recuperare gettito vitale per ridurre il carico fiscale per le piccole e medie imprese che operano in modo trasparente e che hanno serie difficolta’ a rimanere sul mercato.”

Joselito Arcioni
Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle Fabriano