Caro “Circolo PD Fabriano” ti scrivo…

Caro “Circolo PD Fabriano”, sono ormai 3 settimane che abbiamo mandato al giornale “L’Azione” la nostra risposta all’articolo da te pubblicato, ma ancora non siamo riusciti a raggiungerti. Siccome non vogliamo che il nostro rapporto epistolare finisca così presto ancor prima di essere entrati in sintonia, ti rispondiamo qui sperando che la nostra missiva non ti lasci indifferente e che sappia rapire il tuo cuore come speriamo.

Ci meraviglia, ma nemmeno tanto, e ci preoccupa, e molto, la superficialità con la quale la settimana scorsa il Circolo PD di Fabriano ha affrontato su queste pagine il tema delle centrali alimentate da fonti rinnovabili. Tra le righe si capisce che l’accusa a chi usa parole per far leva sulle paure delle persone è rivolta al MoVimento 5 Stelle e dobbiamo dire che avremmo almeno apprezzato un riferimento esplicito, ma lo stile non si impara. Dobbiamo anche aggiungere che siamo contenti di quell’articolo perché ci consente di chiarire alcune cose che ci riguardano. Noi rispetto a questo tema abbiamo una idea molto precisa. Per noi le energie alternative rappresentano una immensa opportunità di cambiamento e vorremmo evitare di dover passare dalla dipendenza dai proprietari dei giacimenti petroliferi alla dipendenza dai proprietari degli impianti. Noi siamo dei sognatori, ma sogniamo solo cose realizzabili, e vorremmo che ogni cittadino venisse messo nelle condizioni di produrre la quota di energia della quale necessita. Anzi, vorremmo proprio partire dal fare in modo che questa quota sia la più bassa possibile. Se i milioni che la regione Marche ha destinato al finanziamento delle centrali biogas e biomasse, per una produzione ridicola inferiore ai 30 MW, fossero destinati alla riqualificazione degli edifici di proprietà delle amministrazioni, ossia scuole, impianti sportivi uffici ecc… i risultati sia in termini di minore inquinamento che di investimento reale che di posti di lavoro sarebbero immensamente superiori. La reazione chimica che è stata riportata nell’articolo fa riferimento alla combustione del metano in purezza. Quello prodotto dal procedimento di fermentazione anaerobica degli insilati e dei liquami non produce questo tipo di metano, ma insieme vengono prodotti derivati dello zolfo e dell’azoto e tra questi l’acido solfidrico e i protossidi di azoto. Le emissioni giornaliere in atmosfera di un impianto a biogas da un mega watt, equivalgono a circa 35 kg di ossidi di azoto, i principali precursori delle polveri sottili. Questa quantità di emissioni corrisponde ai fumi prodotti da 10.000 automobili che in un giorno percorrono una distanza di 20 km. E non lo diciamo noi ma la denuncia proviene da Alberto Zolezzi medico specialista in pneumatologia. Per avere il metano puro bisognerebbe ricorrere a trattamenti molto costosi che mangerebbero il profitto per il quale queste centrali vengono costruite e quindi nessuna delle centrali in fase di realizzazione e di autorizzazione possiede questi sistemi. C’è poi il problema dallo smaltimento del digestato, ossia di tutto quel materiale che rimane dopo il processo di fermentazione (11 mila tonnellate l’anno, sempre per una centrale da 1 mega watt) e che presenta un elevato contenuto di nitrati e nitriti che possono provocare inquinamento delle falde se non correttamente gestito. Se non ci fossero gli incentivi, che paghiamo noi attraverso le bollette, nessuno costruirebbe queste centrali, per cui anche tutto questo vantaggio economico ci sembra abbastanza aleatorio. Noi come la pensiamo? Piccole centrali anche biogas e biomasse, a servizio delle imprese agricole che possono alimentarle con i loro scarti, centrali biomasse a servizio di piccole comunità come le nostre frazioni dove la materia prima viene comunque utilizzata tutt’oggi per l’alimentazione delle singole stufe e dei singoli camini domestici che non possono essere dotati di sistemi di filtraggio dei fumi. Comunque piccoli impianti di proprietà di chi usufruisce poi dell’energia prodotta. Oltretutto non impianti per la sola produzione di energia elettrica, ma a cogenerazione se non a trigenerazione dove venga sfruttato il calore prodotto e magari venga generato anche il freddo. Le centrali come vengono realizzate oggi non servono a produrre energia elettrica che ci smarcherà da quella prodotta con il petrolio, servono solo a produrre soldi. Il rendimento è ridicolo. C’è consumo di territorio sottoforma di produzioni agricole dedicate, circa 500 ettari all’anno per una centrale di 1 MW nelle nostre zone e non sarà un caso se anche la Coldiretti Marche si è aggiunta al coro dei no a tali progetti. Basta vedere lo scempio fatto con gli impianti fotovoltaici a terra. Essere contrari a questo tipo di impianti non significa essere contrari al fotovoltaico; ci sono migliaia di metri quadri di tetti da riempire. Ma fa comodo dire che chi è contrario alle centrali oggi in via di realizzazione è contrario a tutto. Nell’articolo viene detta anche un’altra cosa che fa parte della politica per come loro stessi l’hanno intesa fino ad oggi: si fa riferimento all’attenzione che sarebbe rivolta solo al proprio giardino. Chi scrive un articolo dovrebbe informarsi per capire con chi ha a che fare: noi partecipiamo a incontri che si tengono in Umbria, siamo parte del coordinamento che riunisce i comitati nati contro le centrali biogas in tutta la regione e siamo in contatto con gruppi di tutta Italia. Il nostro NO alle centrali biogas, biomasse, mega parchi eolici per come vengono intesi oggi è un NO che va oltre i confini nazionali. Ma avremo modo di far sapere a tutti come la pensiamo perché questo per noi è un argomento troppo importante per limitare la discussione ad un articolo. Presto organizzeremo una assemblea pubblica alla quale invitiamo sin da ora il Circolo del PD Fabriano. Li avranno la possibilità di dire davanti a tutti che sono a favore della centrale di Matelica e delle altre 40 centrali in via di autorizzazione nel territorio della regione.

Gabriele Santarelli – MoVimento 5 Stelle Fabriano

Il tempo passa e l’assemblea è arrivata… Ti aspettiamo!