SULLA STERILE POLEMICA PER LE COMMISSIONI

Sto leggendo di tutto circa quanto successo in consiglio comunale per la nomina delle commissioni permanenti, comprese le solite ricostruzioni fantasiose che per fortuna si sgretolano di fronte al video della seduta.

L’opposizione, nel richiedere l’istituzione di due commissioni aggiuntive per discutere i problemi del lavoro e della sanità, si sta impuntando sulla forma anziché guardare al contenuto. Prova ne è il fatto che ho personalmente proposto di istituire delle commissioni speciali, al posto di quelle permanenti, per affrontare questi temi e che tale proposta sia stata respinta al mittente. La richiesta che ho fatto è basata sui contenuti del regolamento per le commissioni che distingue i compiti e le possibilità dei due organi: permanente e speciale. Nel nostro programma era prevista una consulta per la sanità aperta al territorio dell’entroterra formata dai rappresentanti delle associazioni, da chi opera nelle strutture sanitari dagli assessori competenti e dai consiglieri. Nonostante questo ho aperto a una formula che si avvicina di più alla proposta fatta.

Riporto in fondo degli estratti del regolamento per far capire meglio.

Il cambiamento che proponiamo parte dal rispetto delle regole e non siamo disposti a derogare su questo. Istituiamo subito le due commissioni speciali e iniziamo a farle lavorare anziché polemizzare sulla forma. A meno che la polemica non serva semplicemente per lanciare dei segnali all’esterno per testimoniare una vitalità in consiglio comunale.

COMMISSIONI PERMANENTI – ART. 5 Poteri e funzioni delle Commissioni

  1. Le Commissioni permanenti costituiscono articolazioni del Consiglio comunale ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti d’ indirizzo e di controllo politico – amministrativo allo stesso attribuiti, mediante la valutazione preliminare degli atti di programmazione e pianificazione operativa e finanziaria e l’ approfondimento dei risultati periodici del controllo della gestione corrente e degli investimenti. Possono essere incaricate dal Consiglio di effettuare indagini conoscitive relative al funzionamento dei servizi, all’ attuazione dei programmi, progetti ed interventi, alla gestione diaziende, istituzioni ed altri organismi dipendenti dal Comune.
  2. Le Commissioni provvedono all’ ( soppresso con DCC n.112/2007) esame preliminare degli atti di competenza del Consiglio, alle stesse rimessi dal Sindaco o rinviati dal Consiglio o richiesti dalla Commissione. Possono essere sottoposte altresì all’ esame delle Commissioni le proposte di deliberazioni sulle quali siano stati espressi pareri non favorevoli dai responsabili dei servizi o dal Segretario Comunale ai sensi dell’ art. 53 della legge 8.06.1990 n. 142 o non sia stata rilasciata l’ attestazione di copertura finanziaria di cui all’ art. 55 della stessa legge.
  3. Le Commissioni provvedono all’ esercizio delle funzioni di cui al precedente comma nel più breve tempo e comunque non oltre venti giorni dal ricevimento dell’atto, riferendo al Consiglio con relazioni inviate al Sindaco e da questi illustrate all’ assemblea consiliare. D’ intesa con il Sindaco può riferire all’ adunanza il Presidente della Commissione. I risultati delle indagini conoscitive sono riferite dal Presidente della Commissione entro il termine fissato dal Consiglio per l’espletamento dell’ incarico.
  4. Le Commissioni hanno potestà di iniziativa per la presentazione di proposte di deliberazioni e mozioni nell’ambito delle materie di loro competenza. Le relative proposte vengono rimesse al Sindaco il quale trasmette quelle relative a deliberazioni alla Giunta per conoscenza e al Segretario Comunale per l’ istruttoria prevista dagli artt. 52, 53 e 55, comma 5° della legge 8.06.1990 n. 1425. Quando l’istruttoria si conclude con l’attestazione di copertura finanziaria ed i pareri favorevoli previsti dal citato art. 53, la proposta viene iscritta all’ordine del giorno della prima adunanza utile del Consiglio. Se manca l’ attestazione di copertura finanziaria ed i pareri sono tutti od in parte contrari, la proposta è restituita dal Sindaco alla Commissione che può riproporla soltanto dopo l’ adeguamento dei contenuti alle osservazioni effettuate dagli organi tecnico – amministrativi e purché sia assicurata la copertura finanziaria.
  5. Le Commissioni possono richiedere la partecipazione alle proprie sedute di a) dirigenti, funzionari e tecnici comunali che sono tenuti a partecipare; b) amministratori o dirigenti delle Aziende o Enti nei quali il Comune nomina propri rappresentanti (previo accordo con il Sindaco). Le Commissioni possono inoltre avvalersi dell’apporto delle Consulte, dei Sindacati, di Enti ed Associazioni sugli argomenti all’ordine del giorno delle riunioni.
  6. Nel caso in cui gli argomenti da trattare riguardino competenze di più di una Commissione si può procedere a sedute congiunte. In tal caso i Presidenti delle Commissioni interessate si accordano sulla modalità di svolgimento della riunione.

COMMISSIONI SPECIALI

  1. Oltre alle Commissioni di indagine, il Consiglio può istituire Commissioni speciali di studio su affari determinati, quando l’argomento sia di rilevante importanza o quando la competenza non possa essere ricondotta ad una Commissione permanente. La deliberazione che istituisce la Commissione indicherà lo specifico oggetto dello studio. Per la composizione ed il funzionamento saranno seguite, per quanto possibile, le norme del presente articolo.

Quindi come si evince dalla foto qui a lato il Movimento 5 Stelle nel Giugno 2012 chiese l’istituzione di una commissione speciale sul lavoro ed è la stessa cosa che abbiamo proposto in questa occasione al posto della Commissione permanente come anche il regolamento delle commissioni indica di fare. Spero vivamente che si finisca il prima possibile di discutere di forme e procedimenti e si inizi a parlare finalmente di contenuti e problemi concreti per il bene di tutta la comunità.

Gabriele Santarelli – Sindaco di Fabriano

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