IL NOSTRO SALUTO A ROMEO, ANNAMARIA, GIUSEPPE

La morte di Romeo, Annamaria e Giuseppe pesa sui nostri cuori.
Potevamo fare qualcosa per evitare tutto questo? Come è possibile non accorgersi che la solitudine e la mancanza di speranza sono nostri vicini di casa?
Le nostre comunità diventano deserto. Chiudono negozi, aziende, sempre più luci si spengono sulle nostre strade. Si muore soli dentro casa, privati di tutto, illuminati dalla luce ipnotica della televisione accesa, senza il calore di una presenza sincera, senza la consolazione della speranza.

Oggi non è il giorno della rabbia, ma del cordoglio. Oggi il cuore dolente dell’Italia batte a Civitanova Marche, piange la morte di Annamaria, Romeo e Giuseppe uccisi dalla vergogna della povertà: domani sarà altrove a piangere. A Termini Imerese, a Pavia, a Frascati. Dovunque il disagio della povertà, l’imbarazzo a chiedere aiuto busserà alla porta di una famiglia.
Oggi abbiamo il dovere di ascoltare, di guardarci dentro e chiederci se Annamaria, Romeo e Giuseppe sono i nostri vicini di casa, i nostri familiari, se siamo anche noi.

Un tempo l’Italia era un paese povero, ma dignitoso. Una povertà che sapeva di lavoro sudato, di sacrifici, di sogni da raggiungere. Non ci si vergognava di essere poveri. Anna e Romeo non volevano aiuto dallo Stato, non chiedevano l’intervento dei servizi sociali, l’elemosina assistenzialista e ipocrita di uno Stato che costringe alla fame e propone in risposta una riprovevole carità. Si sono uccisi per la vergogna di essere poveri. Volevano vivere, non sopravvivere.

Sono loro il paese reale, quello fuori dai talk show, dal gossip politico, dalle misere beghe della cronaca. Oggi sono loro, domani potremmo essere noi. Ascoltiamoli. Interroghiamoci come amministratori, come parlamentari, come lavoratori, ma soprattutto come cittadini ed esseri umani.

Patrizia Terzoni, Andrea Cecconi, Donatella Agostinelli (Deputati M5S) Serenella Fucksia (Senatrice M5S), Movimento Cinque Stelle Civitanova Marche.

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