“Il destino di una nazione dipende dal modo in cui nutre se stessa.” Wendell Berry.

La politica si fa anche facendo la spesa, scegliendo il cibo giusto dal punto di vista della salute, dell’etica, del lavoro. Così come i grandi cambiamenti, quelli che hanno bisogno di tempo, costanza e convinzione, partono dai comportamenti quotidiani, dal livello personale a quello comunitario. Mettersi in discussione e cambiare stile di vita, provando a rispondere alle necessità quotidiane, autentiche e non artefatte, con le risorse che il territorio è in grado di offrire. Come fare il primo passo? Abbiamo incontrato dei cittadini che hanno esperienza diretta dei GAS (gruppi di acquisto solidale) e ci siamo confrontati con loro. Un GAS è un gruppo di persone che senza scopo di lucro decide d’incontrarsi per stabilire i criteri che devono guidare i consumi e di unirsi nell’effettuare acquisti insieme più consapevoli. I criteri guida sono: privilegiare la produzione locale, ridurre al minimo l’impatto ambientale della produzione agricola (scegliendo quei produttori che coltivano nel rispetto del territorio e dell’ambiente, che allevano gli animali all’aperto e rispettandone i ritmi di crescita), la solidarietà tra i consumatori e tra questi e i produttori locali, il rispetto del valore del lavoro.

I vantaggi di questa scelta sono molteplici: ristabilire un equilibrio tra natura e uomo, orientando le proprie scelte di consumatori in modo critico; incentivare la produzione locale, riducendo l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto; contatto diretto tra i membri del gruppo e tra questi e i piccoli produttori della nostra zona di Fabriano per avere la possibilità di conoscerli direttamente e stimolarli a migliorare la loro produzione; infine il vantaggio del risparmio, dato dalla riduzione dei costi (trasporto, passaggi delle merci tra vari soggetti economici, pubblicità, ecc.). Laddove si vogliano acquistare prodotti non locali (ad esempio gli agrumi) si contattano, utilizzando gli stessi criteri, i produttori che inviano le loro merci destinate anche a 50 famiglie con prezzi da ingrosso e quindi convenientissimi.

Si tratta di recuperare la fiducia, quel legame che rende coesa una comunità, dove ogni membro si tiene agli altri, dove l’interdipendenza e lo scambio di conoscenze sono utili per un miglioramento continuo.

Quale migliore occasione per Fabriano? Avviare le procedure di un sistema di garanzia partecipata, che possa non solo aiutare i piccoli produttori, ma anche possa definire i criteri di un disciplinare tecnico comune, il calendario delle visite presso le aziende e conseguentemente il miglioramento della produzione stessa. Si tratta di un’occasione unica, per svincolarsi dal sistema classico, per avere un’economia reale più attenta e vicina alle nostre esigenze di consumatori. Speriamo di potere avviare un dialogo costruttivo con tutti i soggetti interessati: i cittadini di Fabriano, i piccoli produttori agricoli e perché no i piccoli negozianti, che in questo momento per loro particolarmente difficile potrebbero giocare un ruolo fondamentale: quello di farsi tramite tra i piccoli produttori locali e i cittadini consumatori, dal momento che il sistema dei GAS non è necessariamente scelto da tutti, visto il notevole impegno che comporta per i suoi membri (come ci è stato fatto notare, il sistema dei GAS comporta un notevole impegno organizzativo e contabile e iniziare questo percorso richiede una profonda convinzione e motivazione, e non possono che essere una libera scelta)

Per questo il primo passo che pensiamo di fare è organizzare un incontro (presumiamo entro la fine dell’estate) dove i cittadini Fabrianesi si potranno confrontare con le realtà produttive locali (piccoli-medi produttori agricoli e piccolo commercio) e potranno discutere un disciplinare tecnico comune condiviso da consumatori, produttori e commercianti. Perché dalla crisi si esce con la solidarietà e la cooperazione, giusta alternativa al modello di consumo di economia globale ora imperante, basato su un indiscriminato sfruttamento delle risorse naturali e del lavoro umano, su un’assurda competitività in nome del profitto, sulla perdita della centralità dell’essere umano e dell’armonia con il pianeta.

Giuseppina – Movimento 5 Stelle Fabriano

One Reply to ““Il destino di una nazione dipende dal modo in cui nutre se stessa.” Wendell Berry.”

  1. Buongiorno Fabriano 5s, mi collego all’articolo sul cibo per inviarvi una sorta di report della mia gita di ferragosto in zona monte San Vicino. Con la mia amica Agnese abbiamo fatto un bel giro da Precicchie all’Abbazia di Valdicastro a Serra San Quirico. La zona è bellissima, ma c’è di fondo una sorta di gestione dei beni che non quadra, soprattutto all’Abbazia di Valdicastro. A poche centinaia di metri dal complesso architettonico, di fronte all’orto, c’è una decina di capannoni enormi, diroccati, con il tetto di ETERNIT crollato. Dentro e fuori dei capannoni c’è di tutto: due auto ed un furgone abbandonati, un pezzo di un piccolo elicottero, dei fusti impilati, contenenti chissà cosa e persino una porta chiusa con affisso il cartello di pericolo con su scritto ” deposito mine” !!! Addirittura nell’ultimo capannone c’è paglia in terra, e, se quello è il ricovero per le mucche del pascolo, che producono poi ciò che viene venduto allo spaccio, la Cooperativa “San Romualdo” non può far parte delle aziende per i gruppi della Rees. Abbiamo deciso di segnalare a voi la situazione per darvi modo di indagare sulle responsabilità, anche se una situazione del genere andrebbe direttamente denunciata ai Carabinieri NAS, dopo aver ascoltato
    le opinioni di due signori, incontrati poi a Serra San Quirico. Gli stessi hanno riferito di intrecci di responsabilità e gestione di finanziamenti piuttosto arbitrari, per tutta la zona, tra quelli ricevuti per i danni del terremoto, a quelli della Comunità Montana e quelli ricevuti e gestiti dal GAL. Solita storia di denaro pubblico , incompetenze ed appropriazioni indebite da parte di chi siede in poltrone politicizzate.
    Comunque il sito di Valdicastro è sicuramente pericolosissimo, ma prima di far gran clamore con denunce, preferiamo rendervi l’informazione anche perché secondo i cartelli affissi il paternariato della gestione dei finanziamenti è molto ampio……….
    Grazie per l’attenzione ed in bocca al lupo per il vostro impegno
    Saluti Caterina ed Agnese

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