Grazie a dei SINDACI CON LE PALLE, il TAR boccia la riforma regionale. SPACCA DIMETTITI!

Il Movimento 5 Stelle aveva espresso forti dubbi sull’A.T.A. (Assemblea Territoriale d’Ambito) e su quello che stava succedendo:

A Fabriano avevamo lanciato una PETIZIONE ONLINE per sensibilizzare il Sindaco e tutto il Consiglio Comunale sulla questione:

Tra i primi Comuni avevamo affrontato la questione in Consiglio Comunale. Ottenemmo come piccolo risultato l’adesione CONDIZIONATA alla convenzione con l’impegno del Sindaco a cancellare il comma 4 (delega in bianco delle prerogative del Comune sulla gestione rifiuti):

 

Fu un risultato comunque importante, anche se avremmo voluto ottenere molto di più, AVREMMO VOLUTO RISPEDIRE AL MITTENTE QUEL RICATTO, AVREMMO VOLUTO MANDARE UN MESSAGGIO FORTE: VENITE E COMMISSARIATECI!

Un Sindaco più coraggioso, UN SINDACO CON LE PALLE ha vuto il coraggio di NON FIRMARE. Il Comune di Fermo ha alzato la testa e la sentenza del TAR gli ha dato finalmente ragione.

La prima sezione del TAR Marche, con sentenza depositata il 21 novembre 2013 (n. 193/2013), ha disposto l’annullamento degli atti con i quali la Regione Marche ha approvato lo “schema di convenzione per l’esercizio unitario delle funzioni amministrative in materia di organizzazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani da parte dell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA)”. Con la stessa sentenza è stato dichiarato l’annullamento del commissariamento del Comune di Fermo, che era stato disposto proprio in seguito al rifiuto di quel Comune alla approvazione sic et simpliciter del predetto schema di convenzione. Facciamo dunque un po’ di chiarezza: L’art 2 comma 186-bis della legge n. 191 del 2009 dispone che le Regioni attribuiscano con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità d’ambito territoriale alle Assemblee Territoriali d’Ambito.

Le Autorità d’ambito, di cui all’art 201 codice dell’ambiente, sono strutture dotate di personalità giuridica alle quali partecipano obbligatoriamente gli enti locali ricadenti all’interno dei c.d. ambiti territoriali ottimali individuati dalla Regione; ad esse è trasferito l’esercizio delle funzioni degli enti locali riguardanti il servizio di gestione integrata dei rifiuti (organizzazione, affidamento, controllo). La Regione Marche con legge regionale n. 24/ 2009, in esecuzione del predetto comma 186-bis art 2 legge n. 191 del 2009, ha quindi provveduto a trasferire le funzioni esercitate dalle Autorità d’ambito alle Assemblee Territoriali d’ambito (ATA). Tuttavia, ed é qui il nodo della questione, più volte sottolineato dai consiglieri 5 stelle marchigiani, tanto da farne oggetto di un comunicato congiunto (17 settembre 2012) ove si evidenziavano l’arroganza e le imposizioni ingiustificate della Regione, i giudici del TAR Marche hanno dichiarato l’illegittimità degli atti impugnati sulla base della seguente argomentazione: “l’Assemblea territoriale d’Ambito è da qualificarsi in termini di ente pubblico, attraverso il quale gli enti locali che vi partecipano perseguono interessi pubblici afferenti alle loro funzioni fondamentali. Per tale ragione, la funzionalizzazione dell’ente di cui si controverte alla realizzazione degli interessi pubblici per i quali lo stesso è istituito deve esprimersi in una disciplina della struttura e dei meccanismi decisionali, atta a rendere effettivo il vincolo funzionale e la capacità degli enti costituenti di incidere sulla sua attività ….. Una siffatta estrinsecazione del vincolo funzionale dell’Assemblea Territoriale d’ambito in concrete prerogative e poteri attribuiti agli enti che la costituiscono …. non è dato riscontrare nella disciplina apprestata mediante l’impugnata convenzione, il che impone l’accoglimento delle dedotte doglianze di ECCESSO DI POTERE”. In pratica lo schema di convenzione impugnato è stato dichiarato illegittimo in quanto strutturato in modo tale da privare i Comuni interessati di qualsiasi potere decisionale con riguardo ad un servizio – quello della gestione dei rifiuti – rientrante, in base all’art 19 comma 1 lettera f) del DL 95/2012 , tra le “Funzioni fondamentali dei comuni”, pertanto con gravissimo vulnus al principio di sussidiarieta’.

Si tratta di una decisione che conferma dunque le perplessità già sollevate dai consiglieri Cinque Stelle evidenzianti l’anomalia rappresentata da una convenzione che avrebbe privato di fatto i Consigli Comunali della possibilità di incidere per il futuro su decisioni dell’ATA e, ciò, al punto da prevedere la possibilità di modifiche unilaterali della convenzione da parte dell’ATA medesima, previo parere favorevole della Giunta Regionale e senza necessità di approvazione o ratifica da parte dei Consigli Comunali (art 13 comma 4 dello schema di convenzione).

Evidenziamo tuttavia un punctum dolens della sentenza in esame e cioè la parte riguardante la compensazione delle spese di giustizia: non si vede perché tali spese non siano state infatti interamente addossate agli stessi funzionari e politici responsabili della stesura e della approvazione della convenzione in esame. É vero che trattasi di controversia tra pubbliche amministrazioni, ma PERCHÉ A PAGARE SONO SEMPRE I CITTADINI?

MoVimento 5 Stelle Fabriano

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