Estratto del programma dei Servizi Sociali

Le iniziative riguardanti i “Servizi Sociali” non possano essere staccate ed autonome rispetto agli altri ambiti e problematiche: sarebbe un modo di affrontare il tema in maniera limitativa. Non è pensabile gestire la macchina comunale senza porre sempre la persona umana al centro di ogni progetto ed iniziativa. Come è anche fuorviante, di fronte a fenomeni di disagio e illegalità far vestire al Sindaco le vesti di “sceriffo”.

È compito di un’amministrazione, prima di tutto, capire da dove nascono certe problematiche e poi iniziare a dare risposte educative di partecipazione, collaborazione e sostegno.

In questo senso è nostra intenzione:

  • prima di pensare a nuove strutture per bambini, anziani, persone con handicap, verificare e valorizzare quanto già presente
  • eliminare tutte le barriere architettoniche stradali (ricordiamo che il DPR è del lontano 1978 n°384) e garantire percorsi sicuri pedonali;
  • avere uno stretto dialogo e confronto con il “consiglio comunale dei ragazzi”, con i rappresentanti degli stranieri in seno al consiglio comunale, con le associazioni di volontariato sociale e culturale;
  • accedere a progetti già esistenti e di provata efficacia, come l’iniziativa del gruppo Abele di Torino (guidato da don Ciotti): “Università della strada”, dove si è sensibilizzata la città per creare una rete solidale capace di dare sicurezza e appoggio a chi si senta in difficoltà, specialmente ai più piccoli; e l’iniziativa dei “Condomini solidali” di Imola con i quali si può evitare l’istituzionalizzazione degli anziani e persone disabili;
  • evitare il continuo aumento delle tasse e delle tariffe comunali. L’attuale crisi ha già messo in ginocchio molte famiglie. Bisogna agire da subito su razionalizzazione della spesa comunale e taglio delle consulenze ed incarichi inutili;
  • effettuare un controllo costante del servizio offerto agli utenti, e per quelli dati in appalto anche la verifica del rispetto contrattuale dei lavoratori interessati;
  • promuovere “accordi di programma” tra vari enti ed istituzioni pubbliche, per migliorare la collaborazione e così l’assistenza ai più deboli, semplificando la burocrazia. Bisogna rendere reale l’applicazione delle leggi 104/’92 – 18/’09 (Diritti delle persone con disabilità).

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