Maxi impianti eolici ed il parco a Campodiegoli

  • Noi siamo favorevoli all’eolico mini e diffuso e non al maxi eolico che in Italia viene fatto solo perché i contributi sono i più pagati e sono mediamente più del doppio di quelli che pagano gli altri stati europei (anomalia tutta italiana).
  • Un progetto che contempla la costruzione di 5 torri da 130 metri deve essere condiviso con la popolazione e non cadere dall’alto come è successo questa volta.
  • Vi siete mai chiesti perché le aziende che finanziano questi mega impianti, eolici o fotovoltaici, anziché comprare i terreni li affittano? Perché se nei successivi 15/20 anni la ditta magari chiude o fallisce la responsabilità dello smaltimento ricade tutta sul proprietario del terreno.
  • Viene anche detto che investimenti di questo tipo portano lavoro che però coinvolge al massimo 15/20 persone (in particolare movimento terra e operai) per 6/8 mesi e poi per i successivi 15/20 anni solo 2 tecnici specializzati che spesso sono di ditte non presenti sul territorio.
  • Sapevate che la ditta che realizzerà questo impianto da 16,5 milioni di euro è una s.r.l. con 20.000 euro di capitale sociale?
  • A differenza di quello che normalmente si crede, questo tipo di pale, per produrre energia non basta che girino ma serve un vento tra i 12,5 e i 25 m/s perché se è minore la produzione non è significativa, se è superiore, per una serie di motivi tecnici, devono essere frenate e questo a sua volta richiede energia.
  • A differenza di quello che si pensa questi impianti sono notevolmente rumorosi e questo nel tempo porta ad un danno fisico per chi abita in prossimità di detti impianti e l’abbandono della zona da parte di tutti gli animali selvatici o da pascolo.
  • In ultima analisi l’aspetto paesaggistico, che in realtà piccole come la nostra, viene stravolto irreparabilmente tant’è che questi maxi-impianti in altri paesi vengono normalmente costruiti in zone pianeggianti, scarsamente popolate e spesso desertificate

Per quanto sopra noi siamo contrari al parco eolico di Campodiegoli.

Raphael Rossi – rifiuti zero

Il Signor Rossi e i rifiuti zero – Raphael Rossi
Raphael Rossi ha dimostrato con i fatti che la raccolta differenziata in Italia è possibile, che gli inceneritori sono inutili e che l’unico vero problema è la volontà politica.
Rapahael è stato ex presidente dell’ASIA, azienda addetta alla raccolta di rifiuti urbana di Napoli ed ex consigliere e vicepresidente della AMIAT, Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino Amiat. Durante il suo mandato la raccolta differenziata a Torino è cresciuta dal 26% al 42,4%. Gli fu offerta una tangente per l’acquisto di macchinari inutili e rifiutò denunciando i responsabili per corruzione. Come premio non venne riconfermato all’AMIAT. Per il Sistema, chi è onesto è pericoloso.

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