Consegna moduli richiesta rimborso MULTISERVIZI

Il giorno 25 marzo 2013 una delegazione del Movimento 5 Stelle ha incontrato il Sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola.

In tale incontro i Consiglieri Joselito Arcioni e Sergio Romagnoli, a nome dei presenti e del movimento e facendosi portavoce della volontà dei cittadini, hanno chiesto al Sindaco di adoperarsi affinché la Multiservizi e l’AATO 2 richiedano all’AAEG di rispettare l’esito referendario in cui la volontà popolare si è chiaramente espressa a favore dell’ACQUA PUBBLICA e per l’ABROGAZIONE della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente “REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO . Non dobbiamo lasciare all’authority il potere di decidere sui diritti fondamentali dei cittadini, rispetto ai quali vi sono impegnative prese di posizione internazionali, prima tra tutte quella dell’Assemblea generale dell’Onu che ha definito l’accesso all’acqua un «diritto fondamentale di ogni persona ».

Da una parte abbiamo il grande tema dei beni comuni, che illumina un aspetto nuovo della sostenibilità: che non è solo quell’imposta dai rischi del consumo scriteriato dei beni naturali (aria, acqua, ambiente), ma anche quella legata alla necessità di mettere a disposizione delle persone quel che è necessario per rendere effettivi i diritti fondamentali. Dall’altra abbiamo l’irriducibilità del mondo alla logica del mercato che sembra non tollerare limiti. Si tratta di un tema della politica di oggi, non di un incerto e lontano futuro. Il Movimento Cinque Stelle di Fabriano ha raccolto più di 400 firme di cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di essere rimborsati della quota illegittimamente inserita nelle bollette successive alla vittoria dei SI ai referendum, il cui esito va rispettato. Per questo motivo il giorno 21 marzo 2013 una nostra delegazione è andata anche alla Multiservizi per consegnare le petizioni e far rispettare i nostri diritti. A conferma di quello che diciamo anche il Tar della Toscana il 21/03/2013 ha sostenuto che le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum sono illegittime , scrivendo nella sentenza che “il criterio della remunerazione del capitale (…) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente TRAVOLTO dalla volontà popolare abrogatrice…”. Il sindaco Sagramola ci è sembrato chiaramente deciso a lasciare invariata la situazione attuale, scegliendo di rimanere a guardare come uno spettatore gli eventi, barricandosi dietro la trincea che la Multiservizi è una società pubblica. Forse non ricorda che nella Multiservizi il Comune di Fabriano è socio solo con il 4,7% e nell’AATO 2 con il 9,9%.

Stop ai profitti sull’acqua a Fabriano

Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del DPR n. 116 è stata decretata
ufficialmente l’ABROGAZIONE della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente “REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO”, come espresso dall’esito referendario in cui la volontà popolare si è chiaramente espressa a favore dell’ACQUA PUBBLICA. Le istituzioni sembrano sfuggire a quanto sancito, ma se l’esito del referendum viene raggirato, saranno i cittadini a muoversi per farlo rispettare. Per questo lanciamo la campagna informativa volta ad attuare il RISPETTO DELLA VOLONTÀ POPOLARE ELIMINANDO IL PROFITTO DALLE BOLLETTE.

PERCHÈ QUESTA CAMPAGNA?

La “REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO”, che ricordiamo, è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, INCIDE SULLE NOSTRE BOLLETTE PER UNA PERCENTUALE CHE OSCILLA, a seconda del gestore, FRA IL 7% E IL 20%. Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro:

NELLA GESTIONE DELL’ACQUA NON SI DEVONO FARE PROFITTI!

E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, dopo alcuni mesi, risulta che in tutto il territorio nazionale nessun gestore abbia applicato la normativa in vigore dal 21.07.11 diminuendo le tariffe del servizio.

TUTTI I GESTORI DEL SERVIZIO IDRICO ITALIANO HANNO IGNORATO
CON PRETESTUOSE ARGOMENTAZIONI L’ESITO REFERENDARIO

QUESTO NON PUÒ ESSERE ACCETTATO!

Il MoVimento 5 Stelle sarà in piazza per aiutare a compilare i moduli da consegnare alla Multiservizi per la richiesta di rimborso della quota messa in bolletta per la remunerazione del capitale investito che in base all’esito referendario doveva essere eliminata.

La settimana prossima da Lunedì a Venerdì il nostro punto di ritrovo sarà aperto dalle 18 alle 19. Dovete portare una bolletta dove prendere il codice cliente. Visto che i nostri rappresentanti se ne lavano le mani, all’assemblea dove si è deciso l’aumento di tutte le tariffe il rappresentante del comune di Fabriano non era presente, muoviamoci noi !!

> Scarica il PDF del Volantino della campagna
> Scarica il PDF interpellanza presentata in Consiglio comunale
> Scarica il PDF scheda Cos’è l’A.A.T.O. ?

Saremo in piazza a Fabriano Sabato 8 – 15 – 22 Settembre dalle ore 9.00 alle 12.30 e dal Lun al Ven dalle 18.00 alle 19.00 presso la nostra sede in via Mamiani, 1.

M5S Fabriano

Considerazioni sul fiume Giano

Se Fabriano esiste, lo si deve alla presenza del fiume Giano e non viceversa. Per secoli la città ne ha assorbito le caratteristiche, traendone la linfa vitale e la forza lavoro: insediamenti di cartiere, conce, fucine, orti e molte altre attività. Fabriano ha preso forma e si è modellata intorno al suo fiume.

La città si è bagnata, ha prodotto ed ha vissuto intorno al suo fiume che ha usato e rimodellato in maniera organica al suo contesto ed alle esigenze degli abitanti. La conformazione, lo sviluppo e la fortuna di Fabriano si deve in gran parte al Giano. Poi a cavallo delle due guerre e più spiccatamente nel primo dopoguerra, questo filo indissolubile con la città si è spezzato. Fabriano non si è più affacciata sul suo fiume, bensì gli ha voltato le spalle. Contemporaneamente a questo atteggiamento tutta la città storica ha subito rilevanti menomazioni al suo patrimonio storico-architettonico-culturale, si è letteralmente deformata sopportando le più gravi alterazioni della sua storia. Quello che nel primo dopoguerra qualcuno chiamava “il progresso di uno sviluppo illimitato” ora ci ha fatto vedere che tutto questo non poteva continuare immutabile ed imperterrito per molto tempo ancora ed oggi ci ha mostrato il suo vero volto, presentando il conto…

Parlare di interventi sul fiume, pensare al futuro parco del Giano, significa parlare della città in divenire, di un futuro che riguarda tutti noi che viviamo, abitiamo e produciamo. Significa parlare di valorizzazione di una consistente parte della città ora degradata, di rinascita dei luoghi, degli ambienti, di riassetto del contesto storico e paesaggistico, di turismo, di sostenibilità ambientale, di sviluppo economico (sostenibile), di vivibilità, di qualità della vita, di ricerca di una felicità collettiva.

Tutto questo sarà possibile solo riannodando il filo spezzato col passato, interrotto dalla stoltezza umana e da un progresso incauto impossibile da sostenere. Per molti secoli il sistema fluviale cittadino è risultato avere un sistema idoneo e sofisticato che al momento non ha più. Gli orti servivano da primo contenimento del regime delle acque utile al suolo, i vallati di compensazione avevano il ruolo di ulteriore sistema di controllo delle acque oltre a produrre energia idraulica per le gualchiere e le attività che si affacciavano lungo le sue sponde. Questo “sistema” semplice ed ingegnoso, ha funzionato egregiamente per tutta la prima rivoluzione industriale; ma non ha retto alla seconda ondata industriale della città che ne ha prosciugato le acque, reso il regime torrentizio, interrato e poi cementato i vallati, deformato e stravolto l’assetto urbano prospiciente.

I luoghi, un tempo floridi e organizzati, sono stati trasformati in aree degradate da nascondere alla vista, si pensi al ponte dell’Aere, simbolo civico nascosto alla vista da più di cinquant’anni! Pensare di intervenire sul Fiume Giano, sia in città che nei territori attigui, anche per tratti, significa intervenire sulle sue acque sporche e potenzialmente pericolose in caso di esondazione, ripensare il sistema storico in chiave attuale, riprendere il passato per sviluppare il futuro di una città in crisi economica, di identità e di idee. Significa avere una visione logica e lungimirante della città e del territorio. Alle soglie della terza rivoluzione industriale, basata sulla sostenibilità ambientale, ogni intervento dovrà avere ben chiaro ogni sviluppo futuro dei luoghi, dei suoi abitanti e delle generazioni future. La tecnica ha sempre seguito le idee, non viceversa!

La riapertura del fiume è ineluttabile e non più procrastinabile, dovrà permettere di ripensare tutto il territorio, le sponde del fiume, il centro storico, i passaggi, la valorizzazione di zone ora degradate che diverranno luoghi affascinanti, il futuro Parco del Giano, lo sviluppo non illimitato delle risorse, la promozione di un’economia basata su cultura, turismo, qualità delle vita, sostenibilità. Questo intervento è solo una parte di un grande insieme, teso a far rinascere la città ed i suoi abitanti per un futuro che attende dietro l’angolo e che dovremo cogliere. Un futuro che ci appartiene.

Se non ora quando?

MoVimento 5 Stelle Fabriano