SPACCA, CHE QUALCUNO LO ACCOMPAGNI ALLA PORTA!!!

“La centrale ve la tenete”. Così tuonò il Presidente della Regione Marche Spacca in un incontro tenutosi a Fabriano ormai circa due anni fa, rivolgendosi a un attivista del MoVimento 5 Stelle di Fabriano che lo stava incalzando sulla questione delle centrali biogas autorizzate sul territorio regionale. Quel “ve la tenete” era riferito in particolare alla centrale di Matelica.Bene. Quella “minaccia” ci ha reso ancora più convinti di essere sulla strada giusta. Ci ha stimolati ad andare avanti, ad appoggiare i comitati, a fare informazione sul territorio. Nei documenti e attività depositati anche dalla nostra portavoce Patrizia Terzoni, abbiamo cercato di spiegare l’assurdità dei meccanismi che su tutto il territorio nazionale hanno portato ad autorizzare migliaia di centrali in barba al principio di precauzione e delle direttive europee che dettano regole molto rigide e precise riguardo ad esempio alla necessità di individuare le aree non idonee alla loro costruzione. A quanto pare avevamo ragione noi. Dopo la Corte Costituzionale e il TAR ora anche la Corte di Giustizia e la magistratura cala la propria mannaia sull’ultimo maldestro disperato tentativo della regione di porre riparo a una pratica nata male ed evidentemente finita peggio. Hanno tentato di riattivare le autorizzazioni sospese dal TAR prevedendo un provvedimento di VIA postuma, una cosa che va contro ogni dettato normativo nazionale ed europeo. Un tentativo talmente maldestro da far ridere. I proprietari delle centrali in passato hanno minacciato di fare ricorso contro la regione rea di “non aver rispettato gli accordi”. Quali accordi c’erano tra regione imprenditori privati ai quali le autorizzazioni avrebbero portato guadagni di decine di milioni di euro senza alcun rischio d’impresa? Ebbene, come ci raccontano le cronache di ieri (ci rifacciamo all’esemplare nota dell’Ansa) , a quanto pare secondo Guardia di Finanza, Corpo Forestale e magistratura dietro queste centrali a biogas marchigiane prive di «Via» si nascondeva l’ennesima storia di corruzione. Ipotizziamo volentieri che al ministero dell’Ambiente non si sapesse niente né di tangenti né di affari loschi; certo è che il dicastero guidato da Gian Luca Galletti ci fa una figura davvero terribile.  I protagonisti della storia: un gruppo di imprese selezionate in base alla propensione a pagare tangenti sotto forma di favori e regali, tre superburocrati della Regione (attualmente destinati ad altro incarico) che scrivevano e riscrivevano leggi, norme e codicilli per consentire alle società amiche di realizzare sette centrali a biogas senza sottoporle a Valutazione di impatto ambientale. Dopo 18 mesi di indagini, condotte dal Gico della Guardia di finanza e dal Corpo forestale dello Stato, la procura di Ancona ha inviato 20 avvisi di chiusura delle indagini a tre funzionari della Regione, 14 imprenditori dell’eco-energia e tre consulenti, più 15 società giuridiche. Nessun politico o amministratore è coinvolto.

Pesanti le ipotesi accusatorie dell’inchiesta «Green Profit»: concussione, corruzione, truffa ai danni dello Stato (il Gse, Gestore dell’energia), falsità ideologica, illecito urbanistico e ambientale. Il Gip ha autorizzato il sequestro preventivo per equivalente di 22 immobili e 57 terreni nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo di 10 milioni di euro, ma ha dovuto modificare in corsa il provvedimento, che in origine prevedeva anche il sequestro delle sette centrali. Con il decreto legge 91 del 24 giugno scorso, infatti, il ministero dell’Ambiente e il governo hanno introdotto la «Via postuma», valida se fatta entro sei mesi e su strutture già funzionanti. Un vestito che sembra cucito addosso al caso Marche: la Corte Costituzionale aveva annullato le autorizzazioni concesse in base alla legge regionale 3 del 2012, che, in contrasto con le norme europee, stabiliva la competenza regionale (e non più provinciale) sulla Via.

Secondo il pool di magistrati all’opera – il procuratore capo Elisabetta Melotti e i sostituti Paolo Gubinelli, Marco Pucilli e Andrea Laurino – l’allora dirigente del Servizio Territorio Ambiente ed Energia Luciano Calvarese e i funzionari Sandro Cossignani e Mauro Moretti avrebbero orientato la legislazione regionale (nessuna «Via» obbligatoria sotto il megawatt di potenza, ecc.) per consentire a un gruppo ristretto di imprese di ottenere incentivi pubblici fino a 31 milioni di euro a impianto in 15 anni. A condizione che la centrale fosse operativa entro il 31 dicembre 2012: di fatto a febbraio 2013 alcune non erano ancora pronte. Il costo di una singola centrale, hanno spiegato il col. Gianfranco Lucignano del Gico e il col. Gianluca Filippi, comandante del Nucleo di Pt, si aggira sui 6-7 milioni: di qui la convenienza del patto stretto con i funzionari regionali, che firmavano le autorizzazioni chiudendo un occhio su tutto, anche su eventuali irregolarità paesistico-ambientali. In cambio Calvarese, Cossignani e Moretti, a loro volta soci fra di loro (con la Regione all’oscuro di tutto) e titolari di compartecipazioni con gli imprenditori, avrebbero ottenuto commesse per 1,8 milioni di lavori con le imprese del «cartello», incarichi per forniture inesistenti (648mila euro di piantine di alloro), un impianto fotovoltaico realizzato gratis su un loro capannone, un orologio Montblanc da novemila euro. Totale, un milione di euro di mazzette. Fra i 14 imprenditori spiccano nomi di rilievo: il conte Guido Leopardi Dittajuti, Antonio Lazzarini (cognato dell’ex ministro Francesco Merloni) e il figlio Alessandro, Paolo Pesaresi. Per qualcuno l’eco-energia è una passione recente, e secondo la Forestale neppure tanto sincera. C’è chi ha sparso sui terreni del digestato che di bio aveva davvero poco.

Ora é chiaro che le responsabilità giudiziarie della vicenda le accerterà la Magistratura, le responsabilità politiche sono invece totalmente a carico di Spacca e della sua Giunta. Un Presidente di Regione è il massimo rappresentante della comunità che presiede e deve rendere conto e tenere conto SOLO ed esclusivamente della volontà dei cittadini che rappresenta, un Presidente di Regione NON è un procacciatore di affari, qualcuno lo spieghi al nostro governatore, glielo faccia capire e poi, con una carezza lo accompagni alla porta di uscita e gli dica “Caro Gian Mario, É FINITA!!!”

 

Joselito Arcioni
Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle Fabriano

 

PROJECT FINANCING NUOVA CASA DI RIPOSO, GAME OVER?

E’ una domanda che non ci poniamo casualmente perché come nelle più classiche situazioni italiane, i cittadini hanno una memoria di una settimana ma noi del Movimento 5 Stelle Fabriano non abbiamo mai dimenticato e su questa vicenda ci siamo spesi fino allo sfinimento con intere notti a leggere Delibere e Documenti su questa porchetta senza senso che nessuno a Fabriano voleva e creata solo per riempire le tasche di qualcuno.

Tanto lavoro che riepiloghiamo cronologicamente:

02 Febbraio 2012: MOZIONE NUOVA CASA DI RIPOSO

RICHIESTA REVOCA ALLA REALIZZAZIONE E GESTIONE DI UNA RESIDENZA PROTETTA, CASA DI RIPOSO, CASA ALBERGO E CENTRO DIURNO PER ANZIANI NEL COMUNE DI FABRIANO CON MODALITA’ PROJECT FINANCING.

24 Gennaio 2013: ATTO DI DIFFIDA CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

alla stipula dell’atto di convenzione con la costituenda A.T.I., ritenendo, qualora l’atto sia sottoscritto, la stessa amministrazione responsabile di tutti i danni erariali e non che questo impegno procuri in futuro alla collettività.

08 Marzo 2013: 2° ATTO DI DIFFIDA CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

con la richiesta, in considerazione del lasso di tempo intercorso, che, prima di sottoscrivere ulteriori atti con le imprese costituenti l’ATI, venissero verificati tutti i prerequisiti richiesti per la partecipazione al bando, non ultimo anche il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) che attesta la regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi nonché tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di INPS, INAIL e Casse Edili, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento.

11 Marzo 2013 RICHIESTA VERIFICA “Piano economico-finanziario”

al Collegio dei Revisori del Comune di Fabriano relativo all’affidamento in Project Financing per la realizzazione e gestione di una residenza protetta, casa di riposo, casa albergo e centro diurno per anziani del Comune di Fabriano.

09 Aprile 2013 ESPOSTO ALLA PROCURA REGIONALE E ALLA PROCURA NAZIONALE DELLA CORTE DEI CONTI PER VERIFICA PRESUNTE IRREGOLARITA’ E POSSIBILE DANNO ERARIALE

in merito alla redazione degli atti di indizione del bando, e successiva aggiudicazione, per la realizzazione di una “Casa di Riposo, Residenza Protetta, Casa Albergo e Centro Diurno” in modalità “Project Financing” nel Comune di Fabriano (AN)

12 Aprile 2013 OCCUPAZIONE SIMBOLICA DEL TERRENO DELL’ISTITUTO TECNICO AGRARIO

un mese con una tenda a presidiare il terreno espropriato all’Istituto per la costruzione della nuova Casa di Riposo

In particolare nell’esposto alle Procure, Regionale e Nazionale, della Corte dei Conti, oltre ai legami, riportati dalla stampa, che alcune figure istituzionali del Comune di Fabriano hanno avuto con una delle imprese partecipanti all’ATI per l’appalto, evidenziavamo come sembrasse che:

  • Il “Bando di procedura aperta per l’affidamento in project financing della realizzazione e della gestione di una Residenza Protetta, Casa di Riposo, Casa Albergo e Centro Diurno per anziani nel comune di Fabriano” redatto a firma del Responsabile dell’Ufficio “Gare e contratti” e dal Dirigente del Settore “Assetto e territorio” (allegato 8), al punto “8” prevede: Requisiti personali, tecnici e finanziari che i candidati devono possedere: requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del d.lgs. n. 163/06 e s.m.i. e di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativo di cui all’art. 98, comma 1, del DPR n. 554/99 e s.m.i come meglio specificati nel disciplinare di gara.” Ora, siccome “corre voce”, confermata dal sistema bancario, che una delle ditte facenti parte dell’A.T.I. (la “Sabbatini Bruno & C. Snc di San Lorenzo in Campo”) non abbia i requisiti economici finanziari per poter partecipare alla gara, e che già ai tempi dell’aggiudicazione fosse segnalata in centrale rischi e quindi indisponibile ad acquisire fideiussioni a garanzia del progetto, perché il Comune non si è autotutelato approfondendo la questione?

Inoltre ricordo chiaramente, alla luce di queste informazioni, come personalmente ho informato il Dott. Giacometti dell’ufficio gare del Comune di Fabriano sollecitando a richiedere oltre alle inutili fideiussioni assicurative anche quelle bancarie che avrebbero evidenziato chiaramente questa situazione. Di come questa vicenda sia stata trattata dalla nostra amministrazione con assoluta superficialità, nonostante la mole di informazioni e sollecitazioni che solo noi del Movimento 5 Stelle abbiamo mosso, potete trovare ampia testimonianza sul nostro sito anche con diversi video. Il silenzio e l’immobilismo che sono calati da mesi sulla questione da parte dell’amministrazione sembra un sintomo lampante del fatto che il nostro esposto sia arrivato forte e chiaro in Comune e che qualcuno stia disperatamente cercando di salvare capra e cavoli, a loro voglio dire che c’è solo una cosa da fare: cospargersi il capo di cenere, ammettere che questa vicenda è stata gestita con i piedi e mettere la parola fine a questo progetto scellerato restituendo il maltolto dei terreni all’Istituto Tecnico Agrario.

Altrimenti noi andremo avanti ritenendo, qualora si tenti di dare ancora seguito a questo progetto, la stessa amministrazione responsabile di tutti i danni erariali e non che questo impegno sicuramente procurerà in futuro alla collettività, andando a trovare i risarcimenti direttamente nelle tasche personali di coloro che hanno firmato atti viziati da macroscopiche irregolarità.

Perché, come scriveva Daniel J. Boorstin, il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa, capace di aggiungere colore e suspense a tutta la nostra vita. E’ per questo che ABBIAMO VINTO!!!

Joselito Arcioni
Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle Fabriano

Mi Manda Balducci!!!

Pochi giorni fa un cittadino, titolare di un’azienda, mi ha recapitato un protocollo, che per trasparenza alleghiamo, del Comune di Fabriano chiedendomi: “ma Joselito secondo te è normale?”. Ma vediamo di cosa si tratta; una ditta di Pesaro, la Elmap S.r.l., sta contattando, attività commerciali, industriali ed artigiane proponendo spazi pubblicitari a pagamento con proposte che, da quanto mi dicono, vanno dai 200,00 ai 400,00 €, da inserire all’interno di una GUIDA AI SERVIZI COMUNALI che avrà una tiratura di 10.000 copie con una validità di due anni e che rappresenta, per chi aderisce alla proposta, un importante opportunità comunicativa. La proposta è, in qualche modo, sponsorizzata da una lettera che l’ELMAP presenta ai potenziali sponsor a firma dell’Assessore Giovanni Balducci che tende a precisare che nessun costo graverà sull’amministrazione comunale e che ammette, di conseguenza, di non avere ne risorse ne capacità di realizzare la guida stessa. A questo punto ho cercato di capire come, all’interno dell’ente, era stato partorito questo progetto chiedendo a vari livelli se qualcuno potesse darmi informazioni sull’iter ma, con mia grande sorpresa, nessuno ha saputo  rispondermi e soprattutto nessuno è riuscito a trovare una Delibera o una Determina che ne istituzionalizzasse l’iniziativa e, tanto meno, la necessaria convenzione con la ditta, come altri Comuni hanno fatto.

A questo punto mi sento di rispondere alla domanda iniziale del cittadino: “ma Joselito secondo te è normale?”, no non è normale. Non è normale che un Assessore, all’oscuro dell’ente, scriva lettere di presentazione per “sponsorizzare” e favorire, in modo indiscutibile un’impresa, un Assessore non è un cane sciolto e credo debba rendere conto delle sue iniziative alla Giunta tutta e ai Dirigenti responsabili; non è normale che questa azienda sia di Pesaro e non di Fabriano dal momento che non spara missili su Marte ma realizza semplicemente una Guida, possibile che l’erba del vicino è sempre più verde? Quante aziende a Fabriano, invitate dall’Ente, sarebbero state in grado di realizzare lo stesso progetto?; non è normale che il nostro Comune non abbia il “know-how” nemmeno per realizzare una Guida ai servizi Comunali, io personalmente, come credo altri concittadini, sponsorizzerei più volentieri una Guida realizzata dal mio Comune senza l’intermediazione di altri. Ora aspettiamo risposte di chiarimento su questo papocchio e soprattutto le aspettiamo per quel cittadino che ancora si chiede “secondo te è normale?”

Vogliono farci credere che, per una mancanza cronica di risorse, il nostro Comune non possa fare le cose se non passando per l’iniziativa privata, sponsorizzata magari da qualche Assessore, ma un comune che non possa perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possano costruire strade per mancanza di chilometri.

Joselito Arcioni
Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle Fabriano